Mons. Battaglia, arcivescovo di Napoli: "La camorra e l'indifferenza stanno uccidendo la città"

2' di lettura 12/10/2021 - "Stanno uccidendo Napoli. La scia di sangue che in questi giorni sta attraversando la città, procurando la morte a delle giovani vite e terrore e angoscia a interi quartieri, strade, famiglie, non può lasciarci indifferenti". Lo scrive l'arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia.

"La sta uccidendo - prosegue - la camorra e il malaffare, con la violenza e la crudeltà di coloro che hanno dimenticato di essere umani. La sta uccidendo l'indifferenza di coloro che si voltano dall'altra parte, credendo di poter stare tranquilli, non immischiandosi e non prendendo posizione. La sta uccidendo la scarsa attenzione della politica, nazionale e locale, che pare essersi abituata al sangue versato in terra partenopea, considerandola alla stregua di un paese in guerra. La sta uccidendo ciascuno di noi nella misura in cui fa finta di niente e dimentica che il presente e il futuro della nostra città dipende dall'impegno di tutti, dalla capacità che avremo di passare da un freddo individualismo ad un senso rinnovato e caloroso di comunità, dal desiderio fattivo di trasformare tanti piccoli "io" impauriti e distratti nella forza di un grande "noi", la cui carica profetica può essere segno e strumento di una possibile resurrezione della nostra terra".

"Ora ancor di più avverto l'urgenza di concretizzare al più presto il Patto Educativo per la Città e per questo - sottolinea Battaglia - ho convocato il prossimo mercoledì 13 ottobre i diversi esponenti della società civile, del terzo settore e del mondo ecclesiale con cui sto lavorando a questa iniziativa che vuole rimettere al centro, partendo dai più piccoli e dalle loro famiglie, la questione educativa, puntando sulla prevenzione e scommettendo sulle nuove generazioni. I ragazzi e i giovani di Napoli non possono essere destinatari passivi di un cambiamento ma devono divenirne i protagonisti: giovedì 14 ottobre sarò a Ponticelli, in uno dei quartieri più feriti dall'escalation camorristica, insieme ad una rappresentanza dei giovani dell'arcidiocesi per incontrare i ragazzi e i giovani del decanato, in un momento di reciproco ascolto, confronto, condivisione". "Stanno uccidendo Napoli, e noi non possiamo stare a guardare dalla finestra: ognuno - conclude l'arcivescovo - si senta interpellato dal grido della città, ognuno dia il proprio contributo alla vita della comunità, ognuno sia per le nuove generazioni un segno di resurrezione, camminando insieme al fiume di vita e di speranza che non ha mai smesso di attraversare Napoli e la cui pacifica esondazione potrebbe lavare il sangue versato e fecondare nuove primavere sociali".






Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 12-10-2021 alle 14:33 sul giornale del 12 ottobre 2021 - 8 letture

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