Incendio ad Airola (BN). ARPAC: "Il vento disperderà le sostanze inquinanti", D'Anna (ONB): Grave pericolo per la popolazione"

4' di lettura 14/10/2021 - L'incendio sviluppatosi ad Airola (Benevento) ha determinato "la formazione di una colonna di fumo nero che, trasportata da una sostenuta ventilazione generalmente da Nord Est, si è propagata verso Sud Ovest raggiungendo anche l'area metropolitana di Napoli. Tale ventilazione, per lo più forte, continuerà anche nella giornata di oggi contribuendo a disperdere eventuali sostanze inquinanti ancora presenti nell'aria ambiente".

Lo comunica Arpac, come riportato da Dire, che da ieri sera ha attivato il campionatore ad alti volumi di aria che i tecnici del dipartimento hanno posizionato nei pressi del sito colpito dall'incendio. In tutta l'area interessata le stazioni della rete di monitoraggio della qualità dell'aria "non hanno registrato superamenti dei limiti di legge in nessuno dei parametri normati". Ma, in concomitanza con l'incendio, alcune stazioni hanno fatto registrare per alcune ore un "significativo aumento della concentrazione del particolato". In particolare, nella stazione che si trova nel Museo Nazionale di Napoli le concentrazioni di PM10 hanno raggiungo il maggior valore orario pari a 114,8 microgrammi per metro cubo. Picchi meno elevati ma comunque significativi sono stati rilevati nelle stazioni di Pomigliano d'Arco e di Napoli Ferrovia. In tutti questi casi la situazione è rientrata rapidamente e le concentrazioni medie giornaliere di particolato di ieri erano al di sotto del limite di 50 microgrammi per metro cubo, che la norma stabilisce non debba essere superato più di 35 volte nel corso di un anno civile.

"È importante osservare - precisa l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania - che i temporanei aumenti della concentrazione oraria del particolato descritti sopra si registrano anche, e non di rado, in altre situazioni in assenza di incendi, per cui il legame tra questi temporanei aumenti e l'incendio di Airola, ancorché possibile, non è comunque certo. La ventilazione sostenuta da grecale continuerà per tutta la giornata di oggi, favorendo la dispersione degli inquinanti". Nel corso della giornata di oggi è prevista l'attivazione, nei pressi del sito dell'incendio, di un laboratorio mobile per il monitoraggio della qualità dell'aria.

Vincenzo D'Anna, presidente dell'ordine nazionale dei Biologi, in una lettera-appello indirizzata ai sindaci e ai cittadini dei Comuni della Valle Caudina ricadenti in un territorio compreso entro i 10 chilometri dal luogo dell'incidente ha dichiarato: "L'incendio che ha devastato il deposito di materiale plastico della Sapa ad Airola (Benevento), oltre che un dramma per gli imprenditori e le maestranze di quell'azienda, rappresenta un grave pericolo per la popolazione". "La nube che si è sviluppata e successivamente estesa dal sito dell'incendio, è altamente tossica nell'immediato e particolarmente nociva nel tempo, spiega D'Anna, che invita i primi cittadini dell'area a "coordinarsi" per coinvolgere le prefetture di Caserta e Benevento, la Regione Campania, le due Province, l'Agenzia Regionale per l'Ambiente, il nucleo operativo dei carabinieri, le università di Caserta e Benevento (rettori e dipartimenti di Tossicologia Ambientale), l'istituto zooprofilattico e la facoltà di Agricoltura di Portici".

Si chiede di adottare alcune misure: "chiudete le scuole, lavate con acqua e solventi le strade e le piazze. Monitorate, per i prossimi sei mesi, le derrate alimentari presso i mercati, chiedete l'intervento dei ministeri della Salute e dell'Ambiente, avvisate la popolazione. La nube, infatti, rilascerà verosimilmente materiale di ricaduta sui terreni e sulle colture agricole circostanti - prosegue il presidente dell'ordine -, contaminando gli allevamenti animali e quelli da pascolo. Milioni di micro particelle di plastica, diossine, polveri sottili, prodotti di degradazione chimica e metalli pesanti. Sostanze che vanno assolutamente ricercate ed identificate da equipe di esperti e che, se assunte, per via alimentare (acqua, suolo e aerosol), possono risultare cancerogene nel medio e lungo termine, modificando epigeneticamente l'espressione dei geni e del metabolismo cellulare". "Per quanto mi riguarda - prosegue D'Anna - metterò a disposizione delle pubbliche amministrazioni task force di biologi esperti nel ramo per ogni utile consiglio e suggerimento, comunicando ufficialmente i recapiti dell'ordine dei Biologi".






Questo è un articolo pubblicato il 14-10-2021 alle 15:16 sul giornale del 14 ottobre 2021 - 9 letture

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