I proventi della droga reinvestiti in immobili a Napoli: sequestri per 300 mila euro

guardia di finanza 2' di lettura 22/07/2022 - Nelle scorse settimane i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Ancona hanno dato esecuzione ad un provvedimento emesso dalla Corte di Appello di Catania, con il quale è stato disposto il sequestro e la confisca di due immobili del valore complessivo di circa 300.000 euro ubicati nelle province di Fermo e di Napoli

Nelle scorse settimane i finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Ancona hanno dato esecuzione ad un provvedimento emesso dalla Corte di Appello di Catania, con il quale è stato disposto il sequestro e la confisca di due immobili del valore complessivo di circa 300.000 euro ubicati nelle province di Fermo e di Napoli, nella disponibilità di un soggetto di origini campane, già condannato in via definitiva a 7 anni e quattro mesi di reclusione per il reato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

La predetta misura cautelare è stata richiesta dalla Procura Generale della Repubblica di Catania a seguito di approfondite indagini patrimoniali svolte dai finanzieri del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Ancona che, grazie alla analitica analisi di ogni singola transazione economica e finanziaria effettuata dal soggetto e dal suo nucleo familiare, hanno permesso di scoprire l’esistenza di disponibilità economiche e patrimoniali decisamente sproporzionate rispetto ai redditi dichiarati, presumibilmente frutto dei reati per i quali lo stesso è stato condannato, individuando quindi i presupposti per richiedere e ottenere il citato provvedimento.

L’attuale legislazione antimafia, infatti, consente di poter richiedere la confisca dei beni o di qualsiasi altra utilità di cui il condannato per gravi reati, tra cui appunto l’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, non possa giustificare la provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulti essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo, qualora il valore di tali beni sia sproporzionato in relazione alla capacità reddituale dichiarata.

La sinergia tra i finanzieri del Comando Provinciale di Ancona e la Procura Generale di Catania ha quindi consentito la realizzazione di un impianto accusatorio totalmente condiviso dalla competente Sezione Penale della Corte di Appello catanese, che ha disposto la confisca delle suddette unità immobiliari, un locale adibito a negozio e un appartamento, che verranno assegnate all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, per il loro reimpiego in finalità istituzionali e di utilità sociale.

L’attività di servizio eseguita testimonia l’importanza dell’aggressione ai patrimoni illeciti affidata alla Guardia di Finanza che mira, da un lato, a disarticolare le capacità operative dei soggetti responsabili di talune tipologie di reato e, dall’altro, ad assicurare, attraverso il successivo utilizzo per fini pubblici dei beni confiscati, un parziale risarcimento alla collettività dei danni prodotti dalle azioni criminali.






Questo è un articolo pubblicato il 22-07-2022 alle 18:49 sul giornale del 23 luglio 2022 - 118 letture

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